L’arte delle Digital PR spesso diventa una pratica sconosciuta per molte agenzie, che dimenticano le basi per coinvolgere influencer in modo efficace.

Partiamo dalle buone maniere.

Le Digital Pr sono tutte quelle attività con le quali un’azienda riesce a promuovere prodotti, servizi o amplificare determinate operazioni di marketing, spesso grazie al coinvolgimento di opinion leader, anche conosciuti come influencer. Diciamolo, molto spesso queste attività sono pensate e gestite da agenzie o singoli freelance, che hanno il compito di parlare e agire a nome del brand.

Gli influencer sono quelle persone che grazie alla loro attività sulla rete, hanno il potenziale per influenzare l’opinione dei propri lettori o amplificare la comunicazione di un messaggio.

Una premessa

Le Digital Pr  sono attività in cui bisogna usare la massima attenzione, in quanto con una cattiva gestione, lo stesso opinion leader si può trasformare in un’arma a doppio taglio e usare la sua influenza in modo negativo verso l’azienda e/o agenzia.

Come Creative Strategist mi sono trovato molto spesso a seguire attività di Digital Pr e allo stesso tempo essere coinvolto personalmente da altre agenzie in operazioni di PR in quanto etichettato come “influencer” per le mie attività e anche grazie a voi, ovvero il bacino di lettori che mi seguono sul blog e social media.

Questo mi ha quindi permesso di maturare la mia esperienza a livello strategico creativo riguardo le best practice più efficaci.

Alcune agenzie hanno creato il loro impero e autorevolezza proprio sulla gestione di Digital Pr, sono quindi attività molto importanti per un’azienda da non sottovalutare.

Ma fare Digital Pr non significa inviare comunicazioni via email a una lista di 500 persone mai conosciute e neanche selezionate in base a un tema.

Vediamo insieme le best practice da non dimenticare quando si gestiscono le Digital PR per un’azienda.

1. Saper selezionare l’influencer

Questa è la prima fase di ogni buona operazione di Digital PR, ovvero selezionare i giusti influencer da coinvolgere nella tua attività.

Come scrivevo prima è molto importate selezionare persone che possano essere più in tema possibile con i valori del brand o esperienza da proporre. Questo perché l’attività sarà coerente alla personalità e base followers dell’opinion leader e dovrà rispecchiare i valori della marca.

Oltre ad usare piattaforme o tools per la selezione dell’Influencer, esplora il suo account per scoprire se ha ultimamente collaborato con Brand competitor. Potrebbe non essere gradito dal tuo cliente.

Spesso capita di ricevere inviti ad eventi, esperienze o recensioni di prodotti, dettati solo dai numeri di follower o fan che potenzialmente l’influencer può raggiungere, e non in base agli interessi, passioni, professionalità come invece bisognerebbe fare.

Ricordiamoci sempre che stiamo parlando ad una persona, non a un “MEZZO MEDIA”, ricordiamo le buone maniere.

Quando si è nella fase di selezione, oltre a far cadere la scelta su una persona rispetto ad un’altra in base ai numeri sui canali social e digital, è saggio selezionare anche in base alle attitudini, passioni, contenuti e interessi dell’opinin leader. Solo in questo modo si potrà creare una connessione efficace tra agenzia > influencer > lettori > marca.

Ovviamente è molto più difficile trovare interessi e passioni di queste persone in termini di tempo, ma grazie ai social media e alcuni strumenti è possibile farlo e creare un database efficace, non solo popolato da numeri.

2. Creare una buona relazione con l’influencer

La prima telefonata o email non si scorda mai. Neanche l’influencer.

Cerchiamo di essere sempre chiari e disponibili, soprattutto durante il primo contatto con l’opinion leader, sia che avvenga appunto via email o per telefono.

Essere chiari e precisi è fondamentale per creare una buona relazione di fiducia con l’Influencer. In questo modo sarà sempre disponibile per attività future.

Non facciamo i misteriosi, ormai non funziona più:

“Vorrei coinvolgerti in un’attività super TOP per un cliente TOP secret, non posso ancora dirti dove. Sei disponibile? Ti ho già detto TOP?”

Sarebbe sempre buona norma indicare quale sia l’attività richiesta all’opinion leader con chiarezza e dichiarare per quale azienda. Non sottovalutiamo anche di creare un contratto di collaborazione in cui ci siano impegni reciproci da compiere.

Creare una buona relazione con l’influencer non significa solo farlo durante il primo contatto, ma anche durante tutta l’attività. In che modo?

Prima di tutto iniziando a seguire l’opinion leader sui canali social, almeno da account personale referente PR, in modo da far percepire il nostro apprezzamento e anche la volontà di creare sinergia, seguendo e monitorando i suoi contenuti. Non è obbligatorio, sia chiaro, ma secondo me è un buon modo per mostrare un vero interesse.

L’influencer avrà in questo modo una persona di riferimento, non solo l’agenzia, a cui chiedere domande o informazioni sull’attività.

Inoltre questa buona relazione, maturata nel tempo, potrà essere proficua per proporre altre attività in futuro.

3. Agevolare il compito dell’influencer

Come sappiamo lo scopo delle Digital PR è quello di far attivare gli opinion leader in azioni concrete, che possono essere come la pubblicazione di articoli, post sui social o coinvolgimento in un’esperienza digitale o sul territorio.

Agevola le attività in cui sarà coinvolto l’Influencer, prepara un brief di attività, un calendario e timing riguardo i contenuti da co-creare. 

Molte volte infatti l’attività di PR ha la necessità di avere determinati contenuti o feedback. Prepariamo un bel documento in cui condividere con i candidati selezionati i vari esempi di contenuti richiesti, e se necessario anche tempistiche e modalità.

Di solito è sempre meglio non obbligare l’influencer a compiere azioni solo a determinate condizioni, ma lasciare una buona libertà di manovra può essere apprezzata.

Uno dei consigli è quello di determinare quali siano i canali social e digital principali da far utilizzare e lasciare via libera sulla scelta di altri eventuali mezzi di comunicazione dove l’influencer preferirà raccontare l’attività.

4. Seguire e supportare l’influencer

Molto spesso una volta concordato il rapporto di collaborazione con l’influencer, possono passare diversi giorni o mesi prima che inizi l’attività, oppure ci possono essere dei momenti di pausa durante operazioni che comprendono un coinvolgimento in più azioni.

Pianifica dei promemoria o invii di email per ricordare le attività da eseguire. Se l’attività consiste in un viaggio/tour con più Influencer rifletti se usare un gruppo WhatsApp o Messenger per tenere tutti sincronizzati in tempo reale. 

Sono proprio questi i momenti in cui è buona norma ricordare e/o aggiornare via email l’influencer riguardo l’attività, in modo da avere sempre una visione globale sul progresso delle attività.

Se l’attività concordata prevede la condivisione di contenuti il giorno X e il giorno Y, sarà buona norma inviare un promemoria prima di quei giorni stabiliti, per non incorrere in mancate condivisioni o telefonate dell’ultimo minuto.

Sono tutte azioni semplici da ricordare e compiere con attenzione. Più riusciremo ad agevolare l’influencer nel suo compito, più otterremo risultati in modo immediato e senza troppi intoppi.

5. Offrire gli stessi benefit agli influencer

Quando si coinvolgono degli influencer in attività di Digital PR è molto probabile aver bisogno di un budget dedicato da allocare.

Se agli inizi gestire le Digital PR voleva dire solo coinvolgere persone in modo spontaneo o inviare prodotto da recensire in cambio dello stesso prodotto, oggi non è più così.

Le prime cose che fanno gli Influencer, quando si trovano insieme, è confrontarsi sul coinvolgimento, attività e anche il budget a loro allocato. Non cadiamo su questo punto, si pagano tutti o nessuno. eventualmente dichiariamo che ci saranno compensi diversi in base alle attività richieste e bacino di followers.

Se l’attività di Digital PR propone un’experience, ovvero un’esperienza valoriale molto originale, è possibile non aver bisogno di un budget, questo non vuol dire non “pagare” per la collaborazione, ma pagare con un’esperienza, anche diversa a seconda degli interessi.

Un esempio, essere invitati come influencer a raccontare un evento che si terrà a New York per due giorni.

In questo caso sarà molto più semplice trovare influencer, disponibilità permettendo, interessati a partecipare attivamente senza chiedere budget ulteriore, in quanto il viaggio pagato con logistica dovrebbe soddisfare la maggior parte delle persone. Ovviamente poi dipende molto dalla tipologia, disponibilità e popolarità dell’opinion leader.

Un altro aspetto importante su cui fare molta attenzione è la scelta del budget economico da proporre ai candidati selezionati.

Uno degli sbagli che spesso può capitare è quello di concordare budget diversi a seconda dell’influencer per la stessa attività, oppure ancora peggio pagare solo alcuni. Può capitare di avere budget diversi a seconda dell’influencer più o meno noto, dichiariamolo. Pagare solo alcuni è molto rischioso, soprattutto se sono sulla stessa linea di notorietà.

Come si potrebbe sentire un influencer che scopre di essere stato l’unico a non essere stato pagato per la sua collaborazione o pagato X mentre i suoi colleghi sono stati pagati Y?

Ricordatevi che gli influencer coinvolti sulla stessa attività parlano tra loro. A me purtroppo è successo, una FEE minore rispetto ad altri senza una giusta causa, ed è stato davvero molto imbarazzante, per tutti.

6. Non far fare le Digital PR agli altri

Se stiamo gestendo le Digital PR per un’azienda, possiamo essere un’agenzia o un freelance, ma in ogni caso la ricerca e selezione degli influencer da coinvolgere dovrebbe essere di nostra competenza, siamo pagati per questo.

Evita di chiedere pubblicamente ad altri di suggerirti influencer, “QUI E’ DOVE MI SCRIVETE I NOMI DELLE FOOD BLOGGER TOP IN ITALIA” – ma vi prego dai –  perderai molta credibilità. Se vuoi avere dei suggerimenti chiedili agli stessi Influencer in modo privato, te ne basta uno per iniziare. 

Sono cosciente che questa fase è la più lunga e a volte difficile, ma è il lavoro di chi fa le Digital PR, il vero momento in si può mostrare il nostro valore nel trovare i giusti contatti chiave da attivare per un’azienda.

Cerchiamo di non chiedere in modo poco diplomatico in gruppi Linkedin o Facebook contatti da coinvolgere, ovvero far fare il lavoro agli altri, siamo noi quelli pagati per svolgere questo lavoro.

Se vogliamo chiedere un parere ai colleghi privatamente va bene, ma cerchiamo sempre di essere professionali.

Quando selezioniamo alcuni influencer evitiamo di chiedergli se possono farci il piacere di condividere con noi una lista di altri 99 altri amici influencer da coinvolgere. Questa cosa è davvero poco professionale, se vogliamo chiedere facciamolo ma sempre con diplomazia.

Piattaforme & Tools

Sono disponibili diverse soluzioni per selezionare il corretto Opinion Leader per una campagna di comunicazione o attività di marketing.

Ecco alcune piattaforme che possono agevolare la nostra selezione e strumenti per il monitoring delle performance.

PIATTAFORME

SOCIALBAKERS PREMIUM Visita il sito
KLEAR PREMIUM Visita il sito
BUZZOOLE INFLUNCER PREMIUM Visita il sito
TALKWALKER FREEMIUM Visita il sito
FRIENDZ PREMIUM Visita il sito
ASPIREIQ PREMIUM Visita il sito
UPFLUENCE PREMIUM Visita il sito
MAVRCK PREMIUM Visita il sito

 

STRUMENTI

NINJALITYCS FREE Visita il sito
SOCIALBLADE FREE Visita il sito
SOCIALRANK FREE Visita il sito
HYPEAUDITOR FREE Visita il sito
BRANDWATHC FREEMIUM Visita il sito
MENTION FREE Visita il sito
BUZZSUMO PREMIUM Visita il sito
SIMILAR WEB FREE Visita il sito

Conclusione

Gestire attività di Digital PR è un’attività molto delicata in quanto entriamo in relazione con altre persone e parliamo molto spesso a nome di un’azienda.

Ogni tanto mettiamoci nei panni degli influencer e cerchiamo di essere disponibili e sempre professionali. Anche tu influencer ricordati ogni tanto di tornare con i piedi per terra, e se interessato alle attività di dimostrare entusiasmo all’esperienza proposta e non solo ai soldi.

Author

Strategy Director @AQuest ~ Docente Master @NinjAcademy

9 Commenti

  1. Ma quanto mi piace come scrivi? Ottime info, in realtà si spera che tutti si ricordino di fare le cose fatte bene…

  2. Guarda Julius non ti dico cosa mi è capitato a me.. non posso fare il nome dell’agenzia ovviamente.. ma capisco quello che hai scritto. Sante parole.

  3. Riccardo

    Si penso anche io che le digital pr siano attività molto importanti per creare una relazione solida. poi farle bene è un’altra cosa….

  4. Tutto vero, come sempre! In particolare i punti 2 e 4 vanno tenuti bene a mente, visto che si sta parlando di rapporti con persone, con l’etichetta di “Influencer”, ma pur sempre persone.

  5. Ottimi consigli come sempre. Ma ora vogliamo i nomi delle agenzie ah ah ah

  6. le pr sono fondamentali per un’azienda oggi, un minuto di silenzio per chi ancora non ci ha pensato.

  7. Eh si! Con questo post mi dai lo spunto per girare a tutti voi un interrogativo ( su cui forse ho un’idea sbagliata) :ma come è possibile che oggi grandi brand vogliano fare operazioni di gifting senza un budget ?!? Oppure differenzino: una lista di contatti a cui destinare un budget ed un’altra no? Grazie!

  8. Quanto può essere valutata un’attività di Digital PR? Nel senso, quanto farsi pagare da un’azienda per cercare Influencer e rapportarsi con loro?

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