Per un freelance collaborare con agenzie spesso può essere un modo per crescere professionalmente, ma quali sono le caratteristiche fondamentali da avere?

Quando ho iniziato la mia carriera da freelance non conoscevo ancora bene tutte le dinamiche e le metodologie di lavoro, non potevo immaginare quante responsabilità e conoscenze ci fossero dietro a una figura professionale del genere. Con il tempo, tanta passione e altrettanta ambizione, imparando soprattutto dai miei sbagli, ho capito.

Dopo aver fatto esperienza nel mio campo come freelance, ho iniziato a collaborare con diverse agenzie creative, con le quali, per fortuna, mi sono sempre trovato molto bene. Ma dovete sapere che tra noi freelance questa tipologia di collaborazione spesso può trasformarsi in un incubo o addirittura arrivare a compromettere la nostra strada professionale.

In questo articolo troverai diversi link di approfondimento per saperne di più su alcune riflessioni personali qui riportate.

Agenzia Vs Freelance

Dietro al lavoro di molte agenzie è presente quello di altrettanti freelance, consulenti professionisti nel loro campo, che spesso sono ingaggiati per mancanza di risorse interne o per progetti complessi / urgenti. Per quanto le storie di successo siano molte, purtroppo ho avuto modo di ascoltarne diverse negative, riguardanti in particolare lo sfruttamento intellettuale ed economico dei freelance.

Spesso il lavoro del Freelance non viene riconosciuto pubblicamente, ma è l’agenzia a dichiararsi artefice del lavoro svolto, a volte questa cosa è concordata tra le parti, altre volte data per scontato. Capita anche che a quello stesso progetto abbiano lavorato 5 freelance che, oltre ad aver fatto le notti, non potranno fare parola del lavoro svolto all’interno del loro portfolio.

Questa cosa non è mai elegante credetemi. Per un freelance può andare bene all’inizio, ma poi anche lui ha bisogno di mostrare quello che è riuscito a fare, in modo da alimentare il proprio personal branding.

Per fortuna la maggioranza delle agenzie è valida e seria, e i nomi di quelle un po’ furbette da cui stare alla larga fanno presto il giro tra noi freelance.

Freelance Vs Agenzia

Il freelance è considerato un solista, chiuso nella sua stanza o ufficio a lavorare 24h su 24h. Alcuni sono proprio così, è vero, ma posso assicurarvi che con una organizzazione del tempo e una gestione del lavoro adeguate si può lavorare con passione, divertendosi molto.

Prima di collaborare con agenzie, avevo molti più clienti diretti da seguire, per i quali mi occupavo di tutto il progetto creativo e strategico. Non ero un solita sia chiaro, non mi è mai piaciuto. Avevo capito la grande importanza di fare sinergia tra professionisti freealance, con lo scopo di proporre soluzioni creative a 360 gradi.

Successe poi di ricevere sempre più spesso proposte di collaborazione da parte di agenzie creative: e così iniziò un altro percorso. Queste collaborazioni mi offrono la possibilità di “giocare con grandi giocattoli”, aziende molto conosciute con budget notevoli, che ovviamente non avrei mai potuto intercettare da solista.

Con il passare del tempo si entra in contatto con molteplici flussi di lavoro e abitudini appartenenti a diverse agenzie. La contaminazione di idee, metodologie, tecniche e flussi lavoro delle diverse agenzie entra a far parte del proprio bagaglio di conoscenze e questo è il punto in cui possono nascere dei problemi.

Il problema può nascere quando ci ritroviamo a lavorare nello stesso periodo su progetti per aziende competitor tra loro, seguite appunto da agenzie diverse.

Capita infatti di ricevere proposte di ingaggio da agenzie, soprattutto in base ai brand a cui si è venuti a contatto. Ovviamente per un’agenzia è un vantaggio enorme avere un professionista che conosce il competitor del suo cliente, un plus soprattutto in fase di gara di comunicazione.

Il freelance professionista deve essere leale con le agenzie con cui lavora, cercando di non trovarsi mai nella sitauzione di avvatanggiare un competitor o di prevaricare l’agenzia stessa con cui collabora. Ma nel caso si trovasse in una posizione scomoda è preferibile fare una scelta in base alle proprie ambizioni professionali, e non fare finta di nulla.

Prendi una decisione, sii leale e professionale.

Non è semplice da comprende lo so, ma collaborare con agenzie non è per tutti, è forse ancora più difficile di seguire un singolo cliente come solista.

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un Freelance che vuole collaborare con un’Agenzia?

Non tutti i freelance sono capaci di essere freelance, credetemi, non è detto che se ne accorgano, finchè non vengono interrogati sulla pratica.

Collaborare con più agenzie significa avere la possibilità di lavorare su molteplici progetti, con nuovi schemi di lavoro e molto spesso mettersi in gioco alla pari di altri professionisti.

6 Freelance a confronto

Ho chiesto un confronto ad altri amici/colleghi freelance che ringrazio per il loro tempo, in modo da avere una visione ancora più aperta.

Troverai di seguito alcune riflessioni di professionisti freelance che ti suggerisco di seguire.

 


 

Cristina Simone

Consulente di Social Media Marketing Freelance

Da quando ho scelto di essere una libera professionista non mi sono posta limiti nel lavorare con le agenzie, purché ci sia sintonia e il progetto mi piaccia. Non so se effettivamente sia necessario avere delle caratteristiche fondamentali, nel corso di questi anni ho imparato però che è bene avere alcune accortezze.

1) Ragionare in ottica noi: anche se siamo liberi professionisti, nel momento in cui si collabora, anche solo per un progetto, con un’agenzia bisogna avere la flessibilità mentale di pensare in ottica “noi”, inteso come team. Dalle email alle riunioni con il cliente, non si rappresenta più il singolo lavoratore, ma un gruppo di persone.

2) Abituarsi ai tempi e ritmi dell’Agenzia. In passato ho lavorato come dipendente in un’agenzia  web e forse sono un po’ avvantaggiata nel capire i ritmi. È certo che in agenzia si fanno tanti brainstorming, tante riunioni e tanti punti della situazione. Un libero professionista che lavora, anche per e con un’agenzia, si troverà a dare la propria disponibilità per queste attività.

3) Imparare a rispettare i ruoli. Quando si è un libero professionista si gestiscono tutti gli aspetti di un lavoro: dal contatto del cliente agli aspetti amministrativi. Se si collabora con un’agenzia è bene sapere che i ruoli sono più strutturati e generalmente la gestione del cliente è affidata ad un account, quindi è bene definire chi può contattare chi fin da subito.

 


 

Francesco Gavello

Consulente web e formatore Freelance

Avrei potuto rispondere con un trittico classico come precisione, costanza e professionalità, ma credo che queste siano la base di ogni buon professionista che si rispetti, a prescindere dal tipo di collaborazione. Scavando invece un po’ più a fondo direi:

1. Visione globale

Collaborare con un’agenzia è ben diverso dal gestire un singolo cliente o lavorare verso un piccolo team di lavoro. Quando siamo noi, singoli, a rapportarci con un nostro cliente diretto possiamo modulare la collaborazione senza dover rendere conto a altri che al cliente stesso.

Quando siamo invece parte di un team è la visione globale che fa la differenza: la capacità di capire come la nostra figura si innesti in un equilibrio ben  ampio, le cui meccaniche possono non esserci sempre del tutto chiare ma di cui dobbiamo percepire l’esistenza.

Visione globale è un po’ ciò che si nasconde davvero dietro alla domanda: “Quanto sai lavorare in team?”. Saper anticipare le necessità dei nostri collaboratori, essere un tassello del puzzle che si incastri al meglio passa anche dal comprendere a fondo quale sia il terreno di gioco su cui tutti – insieme – stiamo lavorando per ottenere il risultato.

2. Resilienza

La resilienza è la capacità di un sistema di assorbire un cambiamento senza pregiudicare la propria efficacia. Come freelance, “essere resilienti” significa in sostanza comprendere come nulla andrà mai come inizialmente pianificato. O quasi.

Per quanto si possa progettare e progettare ancora, qualunque strategia non potrà mai attenersi al solo “piano A”. Ed è qui che un freelance in grado di rispondere a un’esigenza in più modi diversi, rispondendo in tempo reale al feedback – e alle problematiche – sollevate internamente e esternamente all’agenzia fa la differenza.

3. Pensiero laterale

Saper risolvere problemi in maniera creativa, non ordinaria, è la base per un freelance per potersi distinguere. Questo in un contesto in cui è davvero possibile – quello di un’agenzia strutturata – mettere in pratica “qualcosa di nuovo” rapidamente e con efficacia, godendo di professionalità altrettanto specifiche intorno a noi.

 


 

Mirko D’isidoro

Web Designer Freelance & Consulente di Web Marketing

Mi è capitato non poche volte di essere contattato da agenzie per collaborare come consulente, seo, web marketer o web designer. Spesso, anche per errori commessi da me, la collaborazione non è mai partita. Il motivo? La gran parte delle volte c’erano limiti di budget. Spesso mi sono sentito dire, “ma tu mi costi troppo, mi conviene scegliere e formare un dipendente interno che lavorare con te“.

Anche per questo motivo ho realizzato FWD, un progetto che ha come obiettivo quello di aiutare i web designer a vivere bene con il proprio lavoro oltre che rendere più facile e duraturo il rapporto con i clienti.

Attenzione! Non ti sto dicendo di chiuderti a riccio, i vantaggi sono tanti. Per un freelance collaborare con una o più agenzie è una risorsa enorme: non bisogna investire tempo nel trovare continuamente nuovi clienti, devi solo eseguire la commessa e rispettare la scadenza. L’agenzia farà da tramite tra te ed il cliente. Nulla di più comodo e poco stressante come lavoro. Il problema che vedo spesso è che alcune agenzie si riservano il diritto di trattarci male, come se fossimo un dipendente a basso costo o anche peggio. Devi essere reperibile 24 ore su 24 e devi rispondere in tempo reale alle loro continue richieste. Quindi per risolvere questi problemi comuni a tutti i freelance, questi sono i miei 3 consigli per pararti le chiappe:

  1. Dimostra che sei un vero esperto nel tuo settore e non vendere ciò che non sai. Come fare per rendere chiaro chi sei, cosa fai e le tue competenze? Semplice. Crea un sito portfolio dedicato alle web agency e non rivolgerti al singolo cliente. Dimostra che hai collaborato con altre agenzie, che tipo di lavoro hai portato a termine e, se hai i permessi da parte dell’agenzia, dimostra i lavori realizzati. Se non vuoi creare un tuo sito, puoi usare servizi come Dribble.
  2. Inizia la lavorare solo dopo aver firmato un contratto. Spesso si creano delle amicizie o dei rapporti informali tra te e l’agenzia. Evita di partire con qualsiasi lavoro se non hai un documento firmato, dove c’è scritto nero su bianco il tipo di lavori da portare a temine, il budget e la scadenza. Questo tutela entrambe le parti e ti mostri più professionale rispetto al proporti senza aver contro-firmato nulla.
  3. Evita le agenzie che ti propongono collaborazioni particolari. Mi spiego meglio. Non accettare commesse se ti dicono che, se gli fai un prezzo super scontato, poi ti fanno realizzare altri 100 siti. Lascia perdere. Fatti pagare il giusto per il singolo lavoro, sopratutto se la collaborazione è solo agli inizi. Solo dopo tanto tempo, quando il rapporto è consolidato da entrambe le parti, allora puoi offrire un prezzo speciale solo per le agenzie.

 


 

Cinzia Di Martino

Blogger & Community Manager Freelance

La collaborazione da sempre è la soluzione a molti problemi: ti permette di focalizzare l’attenzione sui tuoi punti di forza, approfondire le tue conoscenze e riuscire così a dare il meglio di te come professionista.

Nello stesso tempo ti permette anche di colmare le lacune, allargare i tuoi orizzonti, guardare le cose da nuovi punti di vista, stimolare la tua ispirazione.

Ma collaborare non è sempre semplice: servono obiettivi, strumenti e capacità di adattamento. Serve umiltà, determinazione e capacità di ascolto. Serve rispetto, consistenza e consapevolezza dei propri limiti. Servono argomentazioni valide, capacità di mediazione e lungimiranza. E molto altro.

Collaborare per il raggiungimento di un obiettivo significa dare il meglio di sé nell’ottica di rendere ogni progetto condiviso assolutamente unico e vincente: il migliore possibile sulla piazza!

Ecco.

Quindi un freelance che voglia riuscire in questa missione, secondo me deve avere:

  1. professionalità: ti permette di lavorare per un obiettivo comune, senza dar peso alle differenze personali. Che al tuo fianco ci sia la persona più adorabile o odiosa del mondo, ciò che conta è la sua competenza. Bisogna riuscire a dar peso solo a ciò che è fondamentale per raggiungere il traguardo comune.
  2. capacità di adattamento: ti consente di trarre il massimo beneficio da ogni esperienza, sia lavorativa che personale. La presunzione di aver fatto la proposta migliore (magari perché strettamente legata alle tue competenze) è spesso motivo di attrito e come tale determina solo la riduzione dell’efficacia del progetto.
  3. consapevolezza dei propri limiti: quando si collabora il nostro Ego vorrebbe giocare ai Supereroi (siamo il professionista che non deve chiedere mai!), ma nella realtà i Supereroi sono persone normali con un superpotere, non individui invincibili che possono tutto. Ed è proprio questa consapevolezza, questo (ri)conoscere i tuoi limiti che ti permette di focalizzare la tua attenzione e contribuire al 100% alla riuscita della collaborazione.

Sinergia e collaborazione sono da sempre vincenti, in ogni campo. Non perché da soli non saremmo riusciti nell’impresa, non perché lavorando insieme non saremmo stati in grado di portare a termine il progetto, ma perché solo lavorando “a quattro mani” possiamo ridurre al minimo i punti deboli, massimizzare i punti di forza e creare un progetto capace di forti emozioni.

 


 

Nicola Carmignani

Web strategist, Social Media & Blogger freelance

Essere freelance oggi significa scegliere la libera professione principalmente per necessità. Ci si rende, però, presto conto che, come per ogni professione, questa scelta presenta vantaggi e svantaggi.

Tra gli aspetti che caratterizzano il lavoro di freelance, spiccano: indipendenza, necessità di doti organizzative e di pianificazione, sviluppo di competenze specifiche di settore, ma anche una visione di insieme, che preveda la conoscenza di tutti gli step del processo produttivo, dall’ideazione fino alle questioni economico-fiscali. A differenza dei lavoratori dipendenti, che spesso sono assunti per dedicarsi ad uno specifico compito in azienda, il libero professionista dovrà certamente fare i conti con modelli F24, IVA, fatture, preventivi e sarà costantemente alla ricerca di nuovi clienti e di nuove occasioni di lavoro. Per riuscire bene in tutto questo, sono necessari una certa dose di entusiasmoed un grande amore per il proprio lavoro.

Ci sono alcune caratteristiche fondamentali che un freelance deve possedere per poter interagire efficacemente con le agenzie. La prima è la conoscenza traversale approfondita dei diversi aspetti di un intero processo ideativo/creativo per cui il freelance è stato selezionato. Spesso l’agenzia impiega personale altamente specializzato in uno specifico compito del processo ideativo, ma per progetti specifici può essere utile l’esperienza di un soggetto che conosca tutto il processo, che parte dalla discussione di un’idea e arriva a vederla realizzata, e che può interagire con gli specialisti dell’agenzia per sinterizzare le loro esperienze verso un obiettivo comune. Ovvio che il freelance dovrà posizionarsi come una persona di riferimento nel campo in cui si sta sviluppando il progetto in questione.

Spesso la scelta di un’agenzia di servirsi di un freelance può essere legata alla necessità di portare alla conclusione un progetto in breve tempo, nel modo più pertinente possibile. Alle volte all’agenzia manca esattamente l’expertise che il freelance porta con sé e che risulta necessaria per per permettere a un progetto di svilupparsi in maniera fruttuosa. Un’altra ipotesi riguarda lo studio e la realizzazione di lavori su cui l’agenzia non possa o non voglia investire eccessivamente le proprie risorse di personale interno, perché, ad esempio, si configurano come impegni a breve termine e mai destinati ad essere integrati stabilmente nel flusso creativo dell’agenzia.

Un’ultima caratteristica importante del freelance è il saper definire a priori gli obiettivi e i limiti del proprio lavoro. In questo modo, sarà più facile per l’agenzia giudicare se i risultati sono stati raggiunti efficientemente e, quindi, se la collaborazione è stata proficua e se le parti hanno rispettato i propri impegni. Questo può essere utile ad evitare che si generino spiacevoli contenziosi o fraintendimenti tra agenzia e freelance.

Anche la definizione di compiti, doveri e limitazioni nell’ambito del contratto tra agenzia e freelance può essere utile a definire e mantenere il giusto equilibrio tra le parti e a fare in modo che le richieste dell’agenzia non si modifichino (in genere per lievitazione) col tempo, finendo per richiedere un eccessivo coinvolgimento del freelance nell’ambito di un contratto che, però, non prevede una rimodulazione dell’onorario.

È importante ricordare che raramente il freelance ha uno stipendio tale da permettergli di dedicarsi ad un unico progetto o di lavorare per una sola agenzia e che, in questa professione, è fondamentale saper amministrare al meglio il proprio tempo. Per questa figura professionale, nulla è più vero del detto: “Il tempo è denaro”, pertanto l’organizzazione e la razionalizzazione delle attività divengono necessità volte a minimizzare sprechi e cicli futili.

 


 

Francesca Masoero

Digital & Media Literacy Specialist Freelance

La prima caratteristica è banale, ed è la professionalità. Il che vuol dire presentarsi bene, esponendo i propri skills, costruendo bene proposte e preventivi, ragionando in modo pratico e pragmatico (oltre che creativo) con l’agenzia. Non solo: vuole anche dire essere sicuri di sè stessi e delle proprie capacità, consapevoli di quanto valiamo e disposti sì a trattare, ma solo entro certi termini e condizioni, senza mai svendersi, nè a livello economico nè a livello di “posizionamento”.

La seconda caratteristica è la flessibilità, cioè la capacità di adattarsi, capire i tempi e i modi operativi con cui ogni singola agenzia ragiona e lavora. Non vuol dire essere disponibili a oltranza, ma anzi essere in grado di capire le priorità di lavoro e i flussi di lavoro, organizzando la propria “daily schedule” in modo che possa essere funzionale alle esigenze di deadline, presentazione progetti, gestione clienti che una agenzia ovviamente ha. Vuol dire essere un asset e una marcia in più per l’agenzia, e non una ulteriore “gatta da pelare”.

La terza caratteristica è la capacità di fare lavoro di squadra. Il freelance è, per sua stessa natura, un “battitore libero”. Quando però si entra nelle dinamiche di agenzia, bisogna che il freelance sia bravo a capire che non è più da solo: è anzi parte di un meccanismo in cui i ruoli e i compiti sono tanti, e vanno divisi e rispettati. Spesso lavorando da soli questo si dimentica, è fondamentale.

 


 

Domenico Armatore

 Founder di www.communitymanagerfreelance.it

Prima di tutto grazie mille per aver chiesto il mio parere in merito a una tematica alla quale tengo molto. In quanto freelance, collaboro infatti con diverse agenzie di social media marketing su vari progetti e da queste esperienze ho capito che le 3 caratteristiche fondamentali che un freelance deve possedere quando collabora con un’agenzia sono:

  1. professionalità;
  2. serietà;
  3. tatto.

Grazie alla professionalità, il freelance può stabilire e mantenere relazioni durature con le varie agenzie. Essere professionali significa essere affidabili. E oggi l’affidabilità è un qualcosa di molto raro nel mercato del lavoro. Lo stesso discorso vale per la seconda caratteristica, ovvero la serietà.

Se riesco a collaborare con un’agenzia per tanti mesi, significa che quell’agenzia si fida di me, perché sono puntuale, preciso, attento.

Avere tatto invece vuol dire saper gestire con consapevolezza diversi interlocutori: le agenzie, quindi i clienti diretti del freelance, e i clienti delle agenzie, con i quali si lavora sui vari progetti.

Più si ha la capacità di saper comprendere gli interlocutori e impostare di conseguenza il rapporto di collaborazione, più si ha la possibilità di costruire un network ampio e di qualità. E oggi una buona rete di contatti, rappresenta un punto di forza di grande importanza per un freelance.

Aggiungo solo un’ultima considerazione, che ritengo molto importante:
per evitare che l’agenzia possa in qualche modo “sfruttare” il freelance, meglio mettere in chiaro tutto prima di attivare qualsiasi collaborazione.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di fare più domande possibiliper sgomberare il campo da qualsiasi perplessità. Meglio se per iscritto, in una mail, così da mettere tutto nero su bianco.

Author

Strategy Director @AQuest ~ Docente Master @NinjAcademy

9 Commenti

  1. Vittorio

    Bellissimo articolo Julius, ottima scelta di GIF =)

    Grazie per i tuoi consigli e quelli dei tuoi colleghi. Mi sono trovato anche io in una situazione purtroppo negativa, dopo il lavoro svolto per un’agenzia ho scoperto che il mio lavoro è stato pagato praticamente un decimo di quello che hanno venduto. Ovviamente senza poter neanche firmare il lavoro. Pessimi. Ma per fortuna ci sono anche agenzie più serie.

  2. Io arrivo da un’esperienza positiva per fortuna. Bisogna essere leali e avere un minimo di professionalità anche per non abbassare il livello di percepito di noi freelance che ci facciamo un culo tanto.

  3. Che belli i tuoi articoli sul nostro mondo freelance, non ti fermare. Mi hai aiutata molto.

  4. Interessante Giuliano, forse dovresti però far rappresentare anche l’altro lato della medaglia, cioè tutti gli errori che i Freelance fanno nei rapporti, nelle lavorazioni e via dicendo – e sono tanti – visti dal punto di vista delle agenzie, anche visto che in quel che racconti e citi anche grazie alle persone che citavi molte cose sono giuste ma alcune sono profondamente sbagliate purtroppo e condannano un freelance a morte certa entro un tempo medio-lungo

  5. eh già, mi ritrovo in molte descrizioni e consigli. ottimo.
    ps le gif sono simpatiche, ma troppe disturbano la lettura…torniamo agli anni 90? non ci sono sbrilluccichii e gattini ma il concetto è lo stesso :P

  6. Salve a tutti, prima di diventare Freelance, ho lavorato per diversi anni come dipendente in varie agenzie. Sono d’accordo con Cristina Simone, bisogna abituarsi ai ritmi dell’agenzia, avvolte sono infernali… Quando lavoravo da dipendente, ricordo che il freelance veniva visto come il “Guru”, “l’esperto” che ci dava una mano per finire il progetto da consegnare…poi lavorandoci insieme nasceva un rapporto di stima, e avvolte anche di amici…alla fine saltava fuori che alcuni freelance venivano “sfruttati”, sottopagati…ma non tutte le agenzie sono così…confermo quello che dice Domenico, mettere tutto nero su bianco e da subito…

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