Scorsa settimana ho avuto la fortuna di partecipare a un webinar di Google, un corso di formazione di circa un’ora via web.

In questo evento è stato spiegato come preparare con piccoli passi la propria presenza online, in questo caso ognuno di noi era rappresentato come brand.

Questo webinar è stato molto interessante, seppur molto tecnico, adatto più per un pubblico di AdWords addicted, che per uno come me che é già una gran cosa se riesce ad accedere al pannello senza mandare in bancarotta il cliente.

Per iniziare, una panoramica generale della crescita del mobile nel biennio 2010-2011 con qualche fatto recente davvero interessante:

  • nel 2011 sono stati venduti più smartphone che dispositivi desktop;
  • metà delle nuove connessioni ad internet sono mobile;
  • ogni giorno, mondialmente, sono attivati 850k dispositivi Andoid;
  • nel 2015 si prevedono più dispostivi mobile che pc.

Fanno pensare questi dati vero?

Quindi è ovvio che la domanda da farsi sia “come” e non più “perché” mobile, mi date ragione?

Quindi ecco alcuni consigli che Google ha promosso per avere una presenza efficace nel Mobile e per iniziare a pensare a una presenza web da “manuale”.

1. Rendere mobile la propria presenza web

Innanzi tutto deve essere chiaro il proprio obiettivo, “voglio aumentare la brand awarness!”, “voglio ottenere conversioni?”, “farò conoscere i miei prodotti!” e per ogni traguardo, una soluzione: minisito, landing page o AdWords con annuncio scheda prodotto.

Ma se io volessi rendere 100% ottimizzato il mio sito per il mobile?

Fortunatamente ci sono molti strumenti online che ci possono aiutare nell’impresa come Google Sites, DudaMobile o DigBy.

2. Impostare campagne AdWords separate

Da dati statistici si è notato che le campagne solo mobile hanno un rendimento maggiore del 11,5% rispetto a quelle miste desketop/mobile.

Se non si vuole creare da capo una nuova campagna, basta modificarene una già esistente con AdWords Editor e impostare tutte le sezioni sul mobile e il gioco e fatto.

L’espero del corso ci ha detto, molto onestamente, che all’inizio i BID saranno raddoppiati per performare meglio, ma che durante la campagna la situazione si stabilizza portando le dovute ottimizzazioni.

3. Pensare a livello locale

Da ricerche si è notato che un terzo delle ricerche mobile sono fatte per cercare informazioni su negozi e locali nei paraggi, dalle quali si è estrapolato il dato che il 61% delle persone hanno chiamato il negozio per maggiori informazioni e u altro 59% è addirittura andato a visitare il negozio/locale in questione.

Quindi, come rivolgersi a questo fatto? Inizialmente si potrebbero proporre degli incentivi per chi visita il luogo, si potrebbero inserire informazioni riguardanti locali, negozi, eventi così da rendere l’esperienza online e offline praticamente ininterrotta!

Tutto questo utilizzando cosa?

Applicazioni, landing page, offerte e annunci localizzati per esempio.

4. Formati di annuncio specifici per mobile

Google ci propone le estensioni di annunci per località e gli annunci di store locator. Entrambi sono legati alle mappe, ci mostrano i punti vendita più vicini alla posizione dell’utente e nel secondo caso anche le specifiche del negozio quali indirizzo, numero di telefono e fax e via dicendo.

Altre modalità di azione possono essere le Click-to-Call, i SiteLink Annunci oppure le estensioni di prodotto oltre che agli annunci con offerte e gli annunci locali di prodotto che ti fanno sapere se l’oggetto cercato è presente in magazzino o meno.

5. Monitorare la campagne

Per ottimizzare il rendimento infine consigliano di passare più di qualche minuto su Analytics; così facendo si abbasseranno i costi e si potranno attivare più azioni.

Utilizzando i segmenti avanzi di Google Analytics, per esempio, si potrà differenziare, in caso di campagna mista, chi arriva al sito da campagna mobile e chi invece da ricerca organica.

Che dite? Piuttosto contorta la cosa? Alla fine neanche tanto, considerando il fatto che ci saranno diverse guide in cui fare affidamento.

Davvero interessanti questi corsi, veloci, utili e non distraggono neanche tanto dal lavoro.

Secondo il mio parere, sembra che Google voglia avere un monopolio della vita online degli utenti, poter controllare tutto e secondo le sue regole, proponendo soluzioni per tutto e tutti.

Qual è il prossimo passo secondo voi? Il controllo mentale?

Author

Intraprendente "Social media addicted" di Treviso, al momento lavora in un'agenzia web della sua città nel reparto di Social Media e Reputazione Online.

10 Commenti

  1. Ciao Alessandro grazie per la condivisione di informazioni.

    Mi sembra molto interessante come Google stia cercando di fare formazione soprattutto per i propri vantaggi…

  2. Lorenzo

    Diciamo che è la base di chi si vuole buttare sul Mobile, una ripassata non fa mai male!

  3. @ Giada:
    Ciao Giada, grazie molte. Beh sì, diciamo che loro offrono questi corsi gratuiti, ma molte delle volte sono cose “scontate”, ovvero per me questo é un mondo nuovo, ma può essere che per altri che già masticano questi argomenti, questa fosse solo una perdita di tempo :)

  4. Grazie per la condivisione!

    La prima volta che atterro qui, articoli molti interessanti su questo blog!

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