Un aspetto molto importante da non sottovalutare, per una persona che ha deciso di intraprendere la carriera di Freelancer, è quella del proprio valore.

Può capitare soprattutto all’inizio di arrivare a compromessi o soluzioni poco ortodosse per completare un primo lavoro.

L’obbiettivo del freelance è lavorare con serenità, solo con i clienti che si vuole e possibilmente guadagnare più di quando eravamo dipendenti.

Voglio condividere con te perchè secondo me un Freelance non dovrebbe mai svendere la propria esperienza.

1. Non ti Sottovalutare

Se siamo agli inizi è normale non sapere che prezzo proporre ai nostri clienti, sappiamo di essere bravi, ma in giro ci sono molti più bravi di noi con tanta esperienza.

Questo è vero, non sei l’unico e non sarai l’ultimo, nel mondo troverai sempre uno più bravo di te, cerca di imparare da lui, avrai sicuramente più tempo per maturare molto più esperienza.

Se ti hanno contattato o pensano che tu sia una risorsa importante ci sarà una motivazione, probabilmente hanno capito prima di te il tuo vero valore.

2. La Voce Gira

Se ti svendi la prima volta, molto probabilmente lo farai per i prossimi 10 progetti.

Oltre a diventare un fattore mentale, e quindi di incapacità interiore, molti tuoi clienti non si aspetteranno mai proposte più alte.

Cerca di individuare i progetti a cui puoi offrire di più, e di conseguenza decidi a quali vale la pena lasciare perdere e quali invece seguire.

3. Non Guadagnerai Mai bene

L’obiettivo del Freelance non è quello di avere 50 mila clienti, che pagano poco rispetto a quello che valiamo realmente.

Svendere la tua professionalità, senza volerlo ti porterà ad attirare molti potenziali cattivi clienti, che si approfitteranno di te facendoti fare il sito del cugino, del nipote e del nonno.

Tanto costi poco e fai un grande lavoro vero? Bene… bene… ci penso.

4. Perdità di Motivazione

Sembra banale ma è cosi, lavorare a 10 progetti con budget totale 400€ non è il massimo e sicuramente giorno dopo giorno perderemo motivazione.

La motivazione di fare meglio e di fare bene, è un elemento che oltre ad altri stimoli, deriva anche dal budget, se è corposo cercheremo di esserne all’altezza altrimenti sarà difficile.

Sapere che arriverà un determinato budget aumenterà la nostra motivazione, a fare meglio del meglio.

5. Soddisfazione Personale

Alla fine di un duro lavoro saper di essere stati praticamente sfruttati a un costo inferiore anche di un dipendente non è il massimo.

Quello che entrerà in cassa, sempre se entrerà, sarà appena sufficiente per pagare le nostre amate tasse.

Questo circolo vizioso non ci permetterà in nessun caso di essere pienamente soddisfatti.

Conclusione

All’inizio della carriera da Freelance professionista, cerchiamo di non svenderci mai, credetemi, meglio un paio di NO che accettare qualsiasi cosa.

Spesso accettare tutto ci metterà in condizioni difficili, con mancati pagamenti o retribuzioni magre in tempi misteriosi che neanche Giacobbo di Voyager saprebbe scoprire.

Ti è mai capitato di svenderti o trovare Clienti furbetti?

Author

Strategy Director @AQuest ~ Docente Master @NinjAcademy

12 Commenti

  1. Post da applausi.
    Filosofia in linea totalmente con la mia.

    Anche perché, di base, se uno si svende, svaluta il proprio lavoro intrisecamente (parolone) IMHO.

    Non dico di fare le fighette, ma dare il giusto valore alla propria professionalità.

    Soprattutto in un paese fondato sul lavoro che mio cugggino fa a meno (auto-cit.)

  2. Michele

    Julius a me capita ogni 3 per 2 però sto cercando di migliorare anche grazie ai tuoi preziosi consigli!

  3. Consigli giusti. Anche se all’inizio è giusto fare una gavetta più o meno lunga e fare esperienza. Sperimentare budget ridotti e clienti scomodi ti aiuta, all’inizio, a capire che devi andare oltre e migliorare, dando valore ad ogni singola attività svolta nell’ambito del progetto web che stai realizzando. Quando trovi il giusto equilibrio tra te ed il mercato i prezzi si aggiustano da soli. Questa è la mia modestissima opinione.

  4. Ciao Jiulius, concordo in pieno su tutta la linea e vorrei anche aggiungere questo …… nel caso in cui si dovesse decidere di svendere il proprio lavoro il danno è doppio, a se stessi e alla categoria di professionisti alla quale si appartiene. Si perchè questo è un altro fattore critico, che non ci impone di non essere concorrenziali, ma vuol dire porsi nella giusta maniera difronte ad un problema che è di fondamentale importanza per professionisti come noi che non hanno un albo professionale. Molte sono le soluzioni che un’azienda, un istituzione pubblica o un imprenditore possono adottare per risparmiare in termini di denaro, poche invece le soluzioni che possono adottare per ottenere un lavoro professionale ( rivolgersi a persone eticamente corrette), questo lo dobbiamo ricordare tutti.

  5. che dire…un ottimo articolo, in linea con i precedenti. concordo su tutti i punti e le modalità. Al giorno d’oggi al classico “..l’amico di mio nipote smanetta col pc e lo fa a meno”.. è sostituito da un più incisivo C’E’ LA CRISI. ma direi che se partiamo col piede giusto e cioè analizzando fin da subito il “cliente” che abbiamo davanti, possiamo lavorare sereni. Ovviamente gli intoppi li troveremo..però almeno siam pronti e abbiamo la soluzione più vicina!

  6. Io aggiungerei: se credi che il lavoro possa essere presentato in modo più professionale ad un costo più alto e non ti senti all’altezza per svilupparlo, collabora con altri freelance in modo da realizzare un lavoro ben fatto e pagato il giusto!

  7. Ottimo post, complimenti per aver messo su “carta” un pensiero a volte difficile da esaminare.

    Una cosa che ho sempre auspicato è una collaborazione tra freelancer per trovare prezzi giusti,
    voglio dire , in qualsiasi forum in cui un FL alle prime armi chiede quale prezzo potrebbe applicare, gli viene risposto solitamente: se non sai che prezzo fare vuol dire che non sei abbastanza professionale!
    Questo è sbagliato e porta ad una svalutazione del lavoro, data dall’insicurezza del FL che ha appena iniziato.
    Se avesse bene in mente i prezzi che applicano gli altri , si sentirebbe più sicuro e ne gioverebbero tutti!
    Anch’io quando ho aperto il mio studio ho peccato di sottovalutazione del lavoro e lo scotto lo stò pagando ancora adesso! Alzarsi è difficile, e se potessi rifare il mio percorso professionale farei diversamente, e che mi mancavano le malizie a 20’anni!

  8. Sinceramente uno dovrebbe fare prima i conti di quanto vale il suo lavoro, quello che vuole guadagnare, e quello che riesce a fare nei tempi chiesti, io per esempio pecco nelle scadenze se lo consegno nella scadenza nel 80% non mi piace il lavoro poi al cliente piace nel 70% dei casi, se non capisce nulla, quando sforo riesco a fare un lavoro migliore sotto tutti i punti di vista, che non significa che è fatto benissimo per tutti ma semplicemente per me.
    Comunque anche la questione “non svendersi per la categoria” è una cosa che mi si diceva anni fà ma sinceramente la vedo una boiata se io in un progetto riesco a state dentro una cifra che per un concorrente è troppo bassa sono problemi suoi.

  9. non sono un designer, ma personalmente passando alla partita iva, lavoro la metà e guadagno come quando lavoravo come dipendente.. come ho fatto? sono diventato indispensabile e poi ho imposto le mie condizioni

  10. All’inizio è stata dura. Devo ammettere che mi sono svenduta, ma non lo sapevo. Io sono una copy, non un designer, ma credo che il discorso sia il solito. Non esiste un listino prezzi, per cui i miei primi lavori li ho fatto basandomi sulle offerte che ritenevo congrue nei vari annunci.
    Adesso però le cose stanno piano piano cambiando. Mi sono resa conto di offrire un buon servizio, e questo grazie principlamente ai clienti che me lo hanno fatto notare. Quindi, perché dovrei chiedere pochi spiccioli?
    Sono ancora economica a quanto pare, ma a me sembra di essere onesta. Certo è che ho perso un paio di clienti alzando i prezzi, ma ne ho guadagnato uno che paga più del doppio. Mica mle ;)…

  11. Io ho trovato il mio nirvana passando dal vendere prodotti al vendere il mio tempo. Ho deciso quanto voglio ricavare da una giornata di lavoro e su quella mi regolo. Segno tutti i minuti dedicati al telefono e alle mail: perché far pagare al cliente che non crea problemi la stessa cifra che paga quello che mi disturba continuamente? Per farmi conoscere inizialmente, svolgo una giornata di lavoro insieme al cliente, così può rendersi conto di cosa posso fare per lui in un determinato lasso di tempo e instauro un rapporto di fiducia. Se serve un progetto web completo, gli faccio vedere dal mio portfolio che risultati si possono raggiungere stanziando certe cifre, cercando in sostanza di improntare la richiesta del cliente non nei termini di “voglio questo, quanto mi costa” ma in quelli di “cosa posso avere con questa cifra?”

    Del resto, bisogna avere molto coraggio e fiducia in sè stessi per non svalutarsi all’inizio. Tuttavia, è doveroso ricordare che anche vendere un sito fatto con le tabelle a 10mila euro scredita la categoria. Chiuderei con una citazione di Bertrand Russell:

    “La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

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