L’altro giorno pensavo quanto possa influire il creare un brand dietro la propria figura professionale di Freelancer.

Oggi ti voglio spiegare perchè non bisogna sottovalutare la scelta di creare un brand per la nostra attività di freelancer.

Mi spiego. Spesso ricevo molte domande da diversi web designer proprio focalizzate sulla scelta del nome del proprio dominio o brand.

Uso nome e congome più il mio bel faccione cosi si ricorderanno tutti di me, oppure creo un brand unico e originale da far crescere?

Pensa come un Brand

Se sei un Freelancer come me, in pochi mesi avrai capito che sei diventato un imprenditore di te stesso, capace nella ricerca e gestione clienti.

Il Freelancer viene immaginato come una sola persona, con grandi potenzialità e competenze, ma sappiamo tutti che nessuno ci vieta di formare alleanze e team strategici.

Leggendo queste due righe capirai immediatamente che devi inziare a pensare come un brand, quindi avere un marchio consolidato ti permette diversi vantaggi per promuoverti sul web ed effettuare operazioni di marketing strategico.

Non è detto che in un futuro tu possa costruire qualcosa di molto più grande, in termini di servizi, struttura e contatti.

Sei il Tuo Brand

Siamo Brand di noi stessi, i nostri prodotti sono i nosti servizi e la promozione oltre sul web la si fa con la propria persona anche durante eventi e incontri con clienti.

Creare un brand è utile per farsi ricordare e trasmettere in modo efficace la nostra mission e business.

Se una persona ti parla di JuliusDesign, sicuramente puoi immaginare che si parlerà di design, grafica, web ecc.

Semplicemente perchè è efficace, immediato, unico, originale rispetto a un nome e cognome.

Al contrario invece avendo solo un nome e cognome, sarà molto più difficile capire in modo immediato cosa faccia questa persona.

Il Marchio/Logo

Dopo aver creato e scelto il proprio brand, mission, business e naming dobbiamo creare un marchio/logo riconoscibile.

Questo ci permetterà di essere unici, riconosciuti e di distinguerci dalla massa.

Questo marchio potrà essere usato nei nostri progetti web, e in tutta la nostra personale comunicazione visiva cartacea e web.

Attira i Tuoi Clienti

Utilizzando un brand unico hai la possibilità di attirare potenziali clienti.

Questo lo puoi fare decidendo di aprire il proprio spazio web utilizzando queste parole chiavi coordinate alla tua mission e business.

In questo modo inizi a promuoverti in modo efficace, facendo intendere quale sia la propria mission e restringi il cerchio dei potenziali clienti.

Fiducia & Credibilità

Una delle preoccupazioni più diffuse in un potenziale cliente, è quella di scegliere con cura i propri collaboratori.

Avere un brand o marchio consolidato, sicuramente rafforza e aumenta la propria credibilità e fiducia.

Inoltre permette di distinguersi dalla massa ed essere ricordati per la nostra unicità.

Conclusioni

Avere un Brand/Marchio permette a un freelance di avere maggiore credibilità e di promuoversi sul web in modo efficace.

Non creare mai discostanze dal tuo brand e marchio, potresti danneggiare te stesso e il tuo business.

Una volta determinati brand e marchio, usa sempre gli stessi elementi nella tua comunicazione, rimanendo coordinati alla tua mission.

Author

Strategy Director @AQuest ~ Docente Master @NinjAcademy

17 Commenti

  1. Ottimo articolo Julius come sempre!!

    Questo articolo in tema spiderman è favoloso, soprattutto “attira i tuoi clienti” grandissimo!

  2. Interessante Julius, penso anche io che ormai crearsi un brand possa influire molto sulla comunicazione di un freelancer..

  3. Piccolo Dubbio: Una delle tecniche di comunicazione è proprio quella di buttare via la maschera, far vedere chi c’è dietro… ma in questo articolo invece mi consigli di crearmi una identità digitale diversa da quella reale..

    Pensi sia totalmente corretto il tuo ragionamento?

  4. altro punto fondamentale è il trovarsi collaboratori. Creari si un team..ma..chi ci dice che l’amico illustratore, quello bravo con il js etc etc sia affidabile e corretto con noi stessi. Altra questione. Il pagamento come avviene? Se io faccio un lavoro in team e fatturo o faccio ritenuta d’acconto..me la devo pagare sempre e solo io il “principale” da cui parte il progetto?

  5. mi trovi perfettamente d’accordo. ecco perchè insieme ai webdes con i quali lavoro più spesso ci stiamo creando un’identità comune che ci contraddistingua, e in questo modo abbiamo anche più servizi da offrire.

    rispondo ad Ilaria se mi permetti: non stiamo creando una realtà digitale diversa da quella reale, detta così sembra che ci creiamo un alias dietro al quale nasconderci. in realtà ci creiamo un’immagine che rappresenti la nostra attività più che noi stessi (nome-cognome) perchè un Lauryn Webdesign può essere più efficace che un Laura Gargiulo, non so se ho reso :)

  6. Ottimo articolo! penso che sia la cosa primaria da creare per ogni progetto, sopratutto in fase di avvio.

    Avere un nome “d’impatto” di sicuro aiuta e si fissa più facilmente in testa.

  7. una domanda: se scelgo un nome per il mio brand c’è un modo x scoprire se è già utilizzato da qualcuno?

  8. Daniele

    Andrea ha scritto:

    una domanda: se scelgo un nome per il mio brand c’è un modo x scoprire se è già utilizzato da qualcuno?

    Inizierei a cercare con Google, poi su Register.it e poi in camera di commercio…

  9. aledesign.it ha scritto:

    altro punto fondamentale è il trovarsi collaboratori. Creari si un team..ma..chi ci dice che l’amico illustratore, quello bravo con il js etc etc sia affidabile e corretto con noi stessi. Altra questione. Il pagamento come avviene? Se io faccio un lavoro in team e fatturo o faccio ritenuta d’acconto..me la devo pagare sempre e solo io il “principale” da cui parte il progetto?

    Tu fatturi l’intera somma, poi ti farai fare fattura dai tuoi collaboratori per le parti che gli spetta.

  10. Lauryn ha scritto:

    mi trovi perfettamente d’accordo. ecco perchè insieme ai webdes con i quali lavoro più spesso ci stiamo creando un’identità comune che ci contraddistingua, e in questo modo abbiamo anche più servizi da offrire.rispondo ad Ilaria se mi permetti: non stiamo creando una realtà digitale diversa da quella reale, detta così sembra che ci creiamo un alias dietro al quale nasconderci. in realtà ci creiamo un’immagine che rappresenti la nostra attività più che noi stessi (nome-cognome) perchè un Lauryn Webdesign può essere più efficace che un Laura Gargiulo, non so se ho reso

    Quoto Lauryn, l’idea è quella di creare un’identità della nostra professione e non di sè stessi come individuo sociale. Ci sarebbe molto da dire a riguardo perchè secondo me è possibile porsi sul web a 360° cioè contemplando anche i propri interessi che non riguardano il proprio lavoro. Secondo me questo approccio può essere condiviso e ben visto dal cliente. Noi siamo professionisti ma siamo anche “persone”, non solo macchina a “scopo di lucro”. Trovare un modo per presentarsi in questa direzione sarebbe eccellente e, credo, sicuramente valido. Che ne dite?

  11. Daniele ha scritto:

    Andrea ha scritto:una domanda: se scelgo un nome per il mio brand c’è un modo x scoprire se è già utilizzato da qualcuno?Inizierei a cercare con Google, poi su Register.it e poi in camera di commercio…

    Grazie… io avevo usato solo Google…

  12. Effettivamente “crearsi”, inteso alle persone, come brand possa essere una giusta soluzione in termini di marketing in quanto permette di porsi come una realtà più grande di un semplice individuo.
    Io per esempio non posso permettermi per una questione di onestà di dire che sono in grado di realizzare un e-commerce dal punto di vista di programmazione ma posso dire che sono in grado di realizzare in progetto in quanto ho un rete di persone con cui collaboro, mostrandomi come brand,azienda,società ecc ecc non ho bisogno di specificare tale situazione; ma usare espressioni del tipo “la nostra competenza è al tuo servizio” siamo in grado soddisfare ogni tua richiesta” ecc ecc.

    Una sola domanda da un punto di vista commerciale se cambi “realtà” e non hai la p.iva ma la ritenuta di acconto per “x” motivi diventare un brand comporta per forza la p. iva?
    O continuo in ritenuta di acconto?
    grazie

  13. Beppe ha scritto:

    Una sola domanda da un punto di vista commerciale se cambi “realtà” e non hai la p.iva ma la ritenuta di acconto per “x” motivi diventare un brand comporta per forza la p. iva? O continuo in ritenuta di acconto? grazie

    La ritenuta d’acconto è poco professionale se vogliamo gestire diversi clienti a lungo termine, io la consiglio per un primo test di prova..

    Inoltre ha dei limiti di registrazione troppo bassi, tipo 5000€ annui da non superare.

    Il nostro obiettivo è superare questi limiti quindi il passo successivo sarebbe quello di aprire partita iva…

    Il passo ancora successivo è creare una Azienda =)

  14. Julius ha scritto:

    La ritenuta d’acconto è poco professionale se vogliamo gestire diversi clienti a lungo termine, io la consiglio per un primo test di prova..

    hai ragione, il problema e che se il test di dura troppo cosa fai rinunci alla questione brand? O ti apri la p.i. e quello che raggiungevi di massimo con la ritenuta glieli dai in pensione e tasse?

  15. @ Beppe: Una bella domanda anche la tua, li entra in gioco l’ambizione e i propri traguardi.. se ti va bene non superare i 5000 rimani in ritenuta.. altrimenti…

  16. Quanto hai ragione Julius. Non solo i free lance dovrebbero capire l’importanza di crearsi un brand ma anche le piccole aziende. Molto spesso non vendono quanto potrebbero perchè il loro prodotto è uguale a tutti gli altri. Non investendo per creare un brand i loro clienti non hanno la percezione del valore dell’azienda.

  17. In effetti questo articolo è molto interessante, il freelance deve pensare al suo lavoro come se fosse un prodotto, per cui partire dalla ricerca del nome fino a creare una vera e propria identà. Un pò come se uno dicesse Barilla, tutti sappiamo cos’è e cosa fa, lo stesso deve valere per noi freelance.

    Secondo me bisognerebbe diffondere gli articoli come questi per far capire a tutti coloro che hanno anche la più minuscola attività commerciale l’importanza della comunicazione

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