Diventare Freelance, ovvero libero professionista, è forse il sogno di tutti quei ragazzi appassionati di web e di design, che vorrebbero trasformare la propria passione nel loro lavoro.

Fare la scelta di diventare Freelance e nelle maggior parte dei casi lasciare un posto di lavoro non è mai cosi semplice.

Io stesso sono riuscito a trasformare la mia grande passione nel web e design nel mio lavoro attuale, ed è una cosa non semplice da raggiungere.

Ho voluto chiedere ad altri professionisti del settore alcune domande, su i principali dubbi per chi vuole diventare Web Designer Freelance.

Perchè hai deciso di diventare un web designer Freelance?

Davide Del Monte di diploD

Innanzi tutto una precisazione, non sono un vero e proprio freelance: nel senso che con questo lavoro non ci campo. Sono un freelance a tempo perso. Comunque tutto è nato per caso, all’università, con un sacco di tempo libero da riempire: dovevo trovarmi qualcosa da fare e ho iniziato a divertirmi coi CSS.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

All’inizio, per forza di cose: c’era un esubero di webdesigner nel 2003, quando uscii dal corso di webdesign, e poca offerta di lavoro, pertanto ho cominciato facendo qualche lavoretto per poi decidermi ad aprire partita iva. in effetti è una scelta di vita che avrei fatto comunque, in quanto donna con la volontà di avere figli e quindi un lavoro che permettesse maggiori libertà di un lavoro dipendente.

Giovambattista di Unodolog

Perchè la società dove ero impiegato era diventata troppo grande.
In definitiva non trovavo più lo spazio per svolgere davvero il lavoro che volevo, non avendo la libertà nè nelle scelte tecniche nè nelle scelte di tempo.

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Ho deciso di mettermi in proprio quando ho maturato una conoscenza globale del settore, conoscenza che va ben oltre le capacità tecniche. Per 7 anni ho lavorato in diverse agenzie (come dipendente) ricoprendo diversi ruoli, da semplice grafico a responsabile del reparto creativo a web project manager e l’esperienza maturata mi ha introdotto nelle dinamiche commerciali e relazionali del settore, oltre a darmi un ampio portafoglio di possibili fornitori e collaboratori. Requisiti fondamentali per il grande passo!

Mirko D’Isidoro di Blographik

I motivi sono diversi, ma fondamentalmente mi ero stancato di realizzare lavori di qualità a nome dell’azienda per cui lavoravo. Inoltre, il basso stipendio e le tante ore di lavoro mi hanno spinto ad intraprendere la carriera di blog designer e blogger freelance.

Francesco Gavello di Francesco Gavello

Come capita a molti, ho sempre avuto una fortissima passione per il web da molto prima di iniziare a lavorare e ho capito che negli anni stavo più o meno inconsciamente affinando delle abilità che potevano essere impiegate non solo come semplice dipendente ma anche in maniera totalmente autonoma. Poi i casi della vita ti portano a metterti alla prova e scopri di avere questo bagaglio pronto da spendere

Quali sono i veri vantaggi del Freelance?

Davide Del Monte di diploD

Il vero vantaggio è che decidi tu come e dove specializzarti. In parole povere decidi di fare ciò che più ti piace. Il vero svantaggio è che se ti fai prendere rischi di non uscirne più.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

Proprio quelli di avere orari e gestione dei tempi autonoma. Questo ti permette di gestire al meglio la propria mole di lavoro senza avere orari fissi.

Giovambattista di Unodolog

La libertà è sicuramente un vantaggio che, tuttavia, si paga con la responsabilità delle proprie azioni. In un contesto di “dipendenza” è normale svolgere conpiti imposti o impartiti dall’alto. Nel lavoro dipendente le giornate sono organizzate spesso da altri.
Nella situazione di “Freelance” si è invece costretti ad organizzare tutto per conto proprio, sia la parte tecnica che la parte burocratica: contatti con i cliente, telefonate, gestione della partita iva, commercialista, tasse, etc… non esiste, insomma, quell’apparato presente nelle società che svolge, spesso a nostra insaputa, moltissimi compiti che un Freelance deve fare tutti da solo.

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Prima di tutto bisogna capire se ci sono dei vantaggi. Con questo non voglio scoraggiare nessuno ma solo sottolineare che sono due modi completamente diversi di affrontare il mondo del lavoro, e ognuno potrà scegliere quello più adatto alla propria indole. Non voglio scadere nel banale parlando di vantaggi nella gestione degli orari e dei progetti, la mia esperienza è soprattutto un riscatto da anni passati a scoprire da un magazine qualsiasi che un sito che sviluppato da me (per l’agenzia per la quale lavoravo) aveva vinto un premio, ma il mio capo era troppo impegnato per farmelo presente.

Mirko D’Isidoro di Blographik

Il lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Decidere tu il prezzo da concordare con il cliente, e non accontentarti delle briciole di uno stipendio medio-basso da dipendente.Poterti scegliere i clienti con cui lavorare, questo aspetto è impossibile per un lavoro dipendente.Inoltre, puoi crearti un listino prezzi pari al livello del proprio profilo professionale.
Riuscire a creare una serie di clienti che ti permettono di vivere bene, anche se lavorando molte ore al giorno.Un ulteriore vantaggio potrebbe essere quello di poter crescere professionalmente, sia a livello economico che di competenze.Come professionista poi, il blog ti permette di incrementare positivamente la propria immagine on line, attraverso più canali, podcast, video, interviste, post etc.
Come professionista, il blog personalmente mi permette di essere contattato da aziende e altri liberi professionisti, da cui traggo la gran parte dei miei lavori come blog designer.Quindi, il vantaggio di un blog per un professionista è secondo me fondamentale. Come dipendente, non potrai mai gestire un blog tutto tuo, al massimo, se dimostri di essere bravo, ti fanno curare il blog aziendale, che non è proprio la stessa cosa.

Francesco Gavello di Francesco Gavello

Poter gestire il proprio tempo in autonomia e avere la libertà di definire dall’inizio alla fine l’intero processo creativo.

Che consiglio daresti a una persona che ha intenzione di mollare tutto e di provare a lavorare come Freelance?

Davide Del Monte di diploD

Mollare tutto? Non lo consiglierei.. Sono per la politica dei piccoli passi, prima è bene testare l’ambiente, magari facendo qualche sacrificio in più. Ma nella carriera facile e immediata non ci credo.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

Di pensarci bene, di capire se è un bravo promotore di se stesso, se è in grado di cavarsela con le scadenze e con le persone.

Giovambattista di Unodolog

Diventare Freelance significa principalmente lavorare direttamente, quindi senza intermediari, per uno o più clienti. È bene quindi procurarsi, prima di tutto, un portfolio clienti e poi decidere con calma il momento opportuno per fare il salto (nel vuoto) e lasciare un lavoro dipendente. Trovare clienti richiede tempo, a prescindere dalle proprie capacità tecniche; bisogna farsi conoscere e bisogna conquistare la fiducia del cliente stesso. Poi, tanta pazienza…

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Semplice. Di non farlo! Non si molla tutto, non si fanno prove. I rischi, certo, bisogna affrontarli ma ribadisco che iniziare un’attività da freelance è un piccolo progetto imprenditoriale per cui, prima di tuffarsi senza paracadute bisogna valutare attentamente i pro e i contro. Riciclo il consiglio che mi è stato dato prima che aprissi la partita IVA: scrivere un mini business plan per analizzare il mercato, la concorrenza, i fornitori e ai più coraggiosi consiglio di cimentarsi in un piano economico.

Mirko D’Isidoro di Blographik

In questo periodo di crisi non posso certo esprimere un giudizio assolutamente positivo sul mettersi in proprio.
Dipende dalla professionalità acquisita, dalla voglia di sfondare nel proprio settore e dalla stanchezza cronica che molti dipendenti accumulano nell’arco di anni di lavoro a contatto con altri colleghi.Comunque, per esperienza personale, essendo il mio primo anno come freelance, non posso che esprimere un giudizio più che positivo.
Quindi buttarsi nella mischia ok, ma con accortezza e sapendo bene cosa si rischia.
Diciamo che provare non costa quasi nulla, ora con i nuovi regimi agevolati di partita iva, si può dormire sonni abbastanza tranquilli ;).Per chi si è rotto le scatole dell’azienda per cui lavora, ha solo bisogno di un piccolo stimolo in più per partire.
Direi che prima di iniziare un consiglio che a me è servito molto è:Durante la propria vita professionale come dipendente, inizia ad aprirti un blog che curi le tue passioni o competenze in una nicchia di mercato ben precisa.
Se iniziano ad arrivare i primi risultati (guadagnare direttamente con il blog, ottenere contatti per delle commesse etc.), anche dopo uno o due anni, forse è arrivato il momento di dare una svolta alla tua vita.

Francesco Gavello di Francesco Gavello

In Italia la realtà dei freelance non sembra facile (non solo in ambito web). Credo che come in tutti i progetti di una certa importanza in cui ci si decide di gettare serva molta determinazione e capacità (soprattutto nei primi tempi) di affrontare nuovi imprevisti. Superato lo scoglio iniziale credo che le soddisfazioni ripaghino ampiamente gli sforzi.

Come gestisci il tuo tempo da Freelance?

Davide Del Monte di diploD

Io sono costretto a gestire i progetti nel tempo libero extra-lavorativo. Quella del web design è una passione, non un vero e proprio lavoro, ergo mi dedico soprattutto al weekend e alla sera.. La gestione del tempo è indubbiamente l’attività più complicata: è cosa buona e giusta pianificare tanto e bene. Magari utilizzando buoni software di project management e todo list.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

Domandona: io sono una che vive molto alla giornata, cerco di darmi delle priorità sui lavori, e poi vado a ruota, cercando di accontentare tutti. Diciamo che non mi organizzo.

Giovambattista di Unodolog

Se è vero che un Freelance non ha orari imposti da altri è altresì vero che un’organizzazione è comunque necessaria. Le scadenze e le consegne esistono anche per un Freelance ed è bene, quindi, organizzarsi al meglio, tenendo sempre presente eventualli ritardi dovuti ad una moltitudine di eventi, esterni ed interni. Nel lavoro dipendente, ad esempio, non ci si preoccupa di molte cose; come la malattia o la rottura di un apparato. Nel lavoro Freelance una febbre o un mal di testa possono pregiudicare una consegna. Non esistono”colleghi” pronti a sostituirci o a darci una mano. Peggio ancora quando la linea ADSL non funziona o si rompe il monitor alle undici di sera. Bisogna quindi prevedere l’imprevedibile ed essere sempre pronti a fare le ore piccole. In definitiva si lavora di più, anche se – almeno per quanto riguarda me – si lavora meglio.

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Al momento mi trovo in una situazione particolare perché lavoro 8 ore al giorno come consulente per alcuni importanti progetti, per cui i restanti lavori li gestisco di notte e nel week end (non lo consiglio a nessuno!). Quando sono nel mio studio di Napoli invece adotto orari normalissimi di ufficio, ma con alcune regole rigidissime che mi consentono di gestire telefonate e appuntamenti solo in determinate fasce orarie.

Mirko D’Isidoro di Blographik

La vita del blog designer freelance è molto ricca e gratificante, inizia la mattina presto (verso le 6:30) dopo una sana camminata veloce di 6 km ;), per partire lucidi con il piede giusto e la mente attiva.Per migliorare la gestione del tempo che è sempre pochissimo, preferisco non leggere la posta fino alle 11 e dedicarmi ai miei lavori che variano dal creare un blog per un’azienda alla pubblicazione di articoli per i miei blog (posseggo un piccolo network di argomenti tematici differenti).Dopo pranzo, si torna a controllare velocemente la posta, per rispondere ai commenti, ai clienti, continuando poi il lavoro fino a sera.Dopo un salto in palestra, per scaricare lo stress e la pigra vita del blog designer ;), mi dedico in serata alla lettura dei miei blog preferiti, o comunque dedico almeno un’ora al giorno all’aggiornamento degli argomento che più mi appassionano che sono anche il mio lavoro.Poi a nanna, preferibilmente entro mezzanotte altrimenti la mattina alle 6 e e mezza chi si alza?

Francesco Gavello di Francesco Gavello

Lavorare senza un capo non vuol dire fare tutto ciò che si vuole senza orari e in maniera sregolata. E’ necessario trovare la propria fascia oraria più produttiva e attenersi ad essa con un minimo di autodisciplina (e possibilmente limitando le distrazioni come Twitter, Friendfeed o la propria stessa email). Un buon metodo GTD può tornare utile quando gli impegni cominciano ad essere troppi.

Come trovi la mole di clienti per alimentare il tuo lavoro?

Davide Del Monte di diploD

Non me la cerco, sono sincero.. Generalmente sono persone che capitano sul mio sito, vedono i miei lavori e mi contattano. A volte non riesco nemmeno ad accontentare tutti, ahimè.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

Praticamente mi trovano loro. Con l’esperienza e i primi lavori hanno cominciato ad apprezzare semplicemente il mio lavoro contattandomi via email. con italianwebdesign poi questa cosa è aumentata esponenzialmente, come speravo.

Giovambattista di Unodolog

Principalmente per conoscenza, tramite il Blog – quindi Internet – e grazie all’esperieza e ai contatti accumalati negli anni.

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Ecco, qui rischierò di attirare antipatie globali ma preferisco essere sfacciatamente sincera, in verità non faccio nulla. Il mio principale canale pubblicitario è il mio sito personale dal quale ogni settimana ricevo una manciata di richieste di preventivi. Ovviamente c’è poi il passaparola soprattutto di clienti che sono rimasti soddisfatti, di miei collaboratori che a loro volta cercano altri collaboratori e così via.

Mirko D’Isidoro di Blographik

In parte collaboro ancora come docente di corsi di formazione per la mia ex azienda. Il secondo cliente in ordine di importanza fin’ora è google, in quanto ricevo mensilmente il mio piccolo stipendio grazie ad adsense. Gli altri clienti non li cerco io, ma vengono da soli, grazie a blographik o dai contatti che approfondisco partecipando a convegni, conferenze, chiacchierate via skype etc.

Francesco Gavello di Francesco Gavello

C’è una cosa che ho imparato lavorando sia come freelance che da dipendente: che i clienti quasi mai hanno una sola singola esigenza. Certo, solitamente arrivano da te con in mente un solo obiettivo, ma altre mille necessità rimangono solitamente inespresse. La sensibilità di un buon freelance sta (anche) qui: nel capire come instaurare un rapporto duraturo con i tuoi clienti proponendo quando necessario soluzioni a complemento del tuo lavoro. I progetti su web quasi mai terminano in maniera netta e precisa, quindi di spazio di manovra ce n’è parecchio.

Esiste molta concorrenza nel mondo del Web Design.

Qual’è la marcia in più che usi per metterti in evidenza?

Davide Del Monte di diploD

Credo che rilasciare lavori in versione gratuita e condividere le esperienze, le conoscenze, sia il miglior modo per mettersi in mostra. Poi col tempo buona parte del lavoro lo fa il portfolio.

Laura Gargiulo di ItalianWebDesign

Competenza e professionalità. Il cliente ha bisogno di sentirsi rassicurato. puoi fare il sito più figoso del mondo, ma se poi quando vi sentite per telefono o mail, o se vi vedete di persona, lui non ha una buona impressione, il lavoro salta, mentre a dispetto di lavori magari meno “evidenti” ma semplici, fluidi, navigabili, efficaci, e con un’immagine di professionalità in più ci si mette sicuramente più in risalto.

Giovambattista di Unodolog

La concorrenza non mi ha mai preoccupato, anche perchè credo non siano moltissimi i Web Designer o i Web Developer davvero bravi. A parte la bravura credo che quello che conta di più è riuscire a svolgere il lavoro che ci piace, che è realizzato con passione e soprattutto senza fretta. Un buon prodotto alla fine paga sempre e i clienti se ne accorgono.

Laura de Masi di Laura De Masi Web Agency

Prender parte a questa intervista può essere una buona risposta? Scherzi a parte credo che ci si possa mettere davvero in evidenza solo con la qualità dei lavori e con la professionalità nel rapporto con i clienti. Non dobbiamo emergere in quanto persone ma in quanto professionisti, serve a poco girovagare nella blogosfera e rilasciare interviste, il 90% dei clienti non frequenta di certo siti tecnici. La mia marcia in più? Mi verrebbe da dire: i minuti di conversazione al telefono, a buon intenditor poche parole.

Mirko D’Isidoro di Blographik

La passione per il lavoro e la specificità della propria professionalità.
infatti, bisogna puntare su una nicchia di mercato altrimenti la concorrenza è imbattibile.
Non a caso io mi presento come blog designer e non come il classico web designer, perché mi sono creato la mia nicchia di mercato specializzandomi solo nella creazione e gestione di blog in WordPress.Quindi il consiglio che posso offrire è proprio questo:
specializzatevi in un settore di nicchia.
Sei esperto di Drupal? Ok, sarai l’esperto di questo cms e focalizzerai tutta la tua attenzione a far si di emergere dal mercato in questo determinato profilo professionale.

Francesco Gavello di Francesco Gavello

Cerco di non lasciare mai a piedi la gente per la quale mi trovo a lavorare e di essere sempre pronto a fornire un buon consiglio per coprire ulteriori esigenze. Il cliente è per definizione qualcuno che si affida a te per essere supportato il più possibile in un progetto, e soprattutto per il web le cose possono apparirgli molto complicate e “oscure”. Cercare di mettere ordine nel caos e arrivare alla fine con un buon prodotto è ciò che imho riesce a fare la differenza.
Author

Sono un Creative Strategist con più di 10 anni di esperienza in strategie digitali. Il mio ruolo di Stratega consiste nell’ideare e sviluppare concept creativi per progetti multicanale, individuando le attivazioni e dinamiche di Marketing da applicare attraverso un approccio strategico.

51 Commenti

  1. Molto bella questo tipo di intervista Julius!! Io penso che lavorare freelance è una sorta di scommessa..infatti non condivido tutti quelli che lasciano perde tutto per dedicarsi solo al lavoro freelance..comunque anche sul mio blog avevo parlato di lavorare come freelance ;)

  2. A che età questi ragazzi hanno deciso di mettersi in proprio? e dopo quanti anni di lavoro dipendente?
    Io vorrei mettermi in proprio, non ce la faccio più a lavorare sotto padrone e a guadagnare poco.
    A causa della mia giovane età probabilmente non verrei presa sul serio…

  3. Ciao Ragazzi, ma c’è un master per specializzarsi nel web designer?? o più precisamente un master per grafica pubblicitaria?……ho visto su internet e le migliori sono a roma, ma visto che voi siete già nel campo che mi consigliate?

  4. Ottimo articolo davvero! Bravo Julius! Non ti smentisci mai!

    @Javier: Si la maggior parte sono verso milano roma, dipende se ti vuoi spostare o meno, quindi a seconda della tua vita attuale se sei nelle condizioni di partire e andare io lo farei…la cosa + difficile è trovare dei corsi validi.

  5. Bellissima intervista, sicuramente la voce di questi “Big” credo che possa esser d’aiuto e stimolo a molti altri web designer freelance come me. :D

  6. Rispondo ad alcune dei dubbi dopo questa interessante carrelata di esperti e professionisti.

    @Madda: personalmente mi sono messo in proprio l’anno scorso a 33 anni, dopo 8 anni di lavoro dipendente.
    L’età secondo me non conta tantissimo, se sei competente e dimostri di esserlo, è un problema facilmente aggirabile ;).

    @Javier:
    si esistono diversi master o corsi di base per inziare, infatti il mio primo impatto con il web design è stato proprio un corso di formazione correlato.
    Dopo qualche anno, sono stato assunto dalla stessa azienda che gestiva questi corsi.
    Consiglio di scegliere corsi gratuiti finanziati dalla comunicatà economica europea, che abbiamo almeno una durata di 6 mesi per 5 ore al giorno.
    Per acquisire diverse conoscenze, occorre molto tempo e studio.

    Ringrazio Julius per avermi intervistato ;).

    Buon blogging a tutti.

  7. Un saluto a tutti e grazie a Julius per la simpatica intervista. Anche io mi accodo e ribadisco quanto accennato nelle risposte. Ho iniziato la libera professione a 27 anni, dopo 7 anni di lavoro dipendente.
    Il mio consiglio a chi vuole fare questo passo è di iniziare a fare esperienza in agenzie perchè solo loro possono dare quel background completo di cui si ha bisogno per imparare a gestire tutto ciò che implica il lavoro in proprio. Da quando sono freelance solo circa il 20% del tempo lo passo a sviluppare siti. Ma il restante 80% è fondamentale!

  8. @Mirko D’Isidoro: è solo 2 anni che lavoro,nonostante tutto sono abbastanza competente in questo campo.
    il problema è che presentarsi a 21 ad una ditta per fare un sito forse è controproducente.
    Dimostro di più della mia età, ma quando i clienti mi chiedono “beh ma tu quanti anni hai?” e gli rispondo “21”, allora hanno le reazioni più disparate.. c’è chi storce il naso, c’è chi dice “ah, credevo che fossi pià grande” c’è addirittura chi mi dice “ma guarda, hai l’età di mio figlio! Conosci per caso..bla bla bla”
    Ti dico la verità, non per vantarmi, ma vedo che i miei siti sono molto più belli (graficamente) di quelli che fanno aziende della mia città leader nel settore…ho ancora tanto da imparare…ma sono sulla buona strada..

  9. ciao a tutti
    Concordo con il suggerimento di Mirko.
    Il mio background di studio è una laurea al dams arte con una tesi sulla comunicazione del design negli anno 80 , un corso finanziato dalla comunità economica europea…attenzione …loro ti danno le basi… basi… sfruttate al massimo il periodo di corso, andate oltre alle loro lezioni .
    Finito il corso ho fatto lo stage e ho lavorato e studiato in modo assiduo per i primi 3 /4 anni sabato domeniche e festività….. e ancora oggi… un pò meno ;)

    Sul freelance concordo è un bel salto …. professionalità e la capacità di gestire i clienti sono le regole fondamentali.

    Non avrei mai pensato di lavorare in questo campo uscita dall’università (infatto ho lavorato per milano come designer), ma sono contenta e un bellissimo lavoro con i suoi pro e contro ;) in bocca al lupo a tutti e complimenti per l’intervista.

  10. Ciao Madda ti capisco e sono convinta delle tue capatcità tecniche ed artistiche, so benissimo che alcune agenzie pubblicano davvero dei mostri obsoleti magari fatti con frontpage, ma come ho scritto prima le competenze tecniche in questo contesto sono solo una piccola parte del lavoro e il restante si impara con l’esperienza. Essere freelance significa anche saper affrontare degli imprevisti, superare scogli di natura finanziaria nonchè legale quando serve. E due anni di esperienza sono davvero pochi. Mi togli una curiosità, hai già la p.iva?

  11. @madda: Ciao, l’età puo essere una barriera non lo metto in dubbio.

    Io ho 22 anni 23 il primo luglio e attualmente sono un Web Designer Freelance, come dice Laura ci si deve preparare a farcela da soli e superare alcune difficoltà, ma ti posso assicurare che ne vale la pena. Segui i tuoi sogni.

  12. @Laura: ciao e grazie di avermi risposto. no non ho la p.iva e prima di fare un salto nel vuoto mi sto facendo una cerchia di “clienti” e conoscenze per così dire…intanto mi sto facendo conoscere facendo qualche sito qua e là a basso prezzo, soprattutto per amici e amici di amici. Tutti sono molto contenti dei miei elaborati, ci sono buone prospettive per il futuro… :)

  13. @Julius: occhio a dirmi così perchè sono una persone impulsiva e va a finire che apro una p.iva adesso…
    Grazie a tutti per le risposte! :)

  14. @madda: io ho buttato alle ortiche anni da contabile per lanciarmi in un corso di webdesign all’età di 25 anni, per cominciare da subito con la carriera da freelance. è stata dura all’inizio, ma già dopo due anni ho cominciato a raccogliere i frutti aprendo la partita iva.

    è dura quando sei troppo giovane, è vero, ma se dimostri professionalità saprai cavartela. forse per paradosso, se sei troppo piccolo conviene che ti presenti in giacca e cravatta per compensare, il più delle volte funziona. mia sorella ad esempio ha lavorato per 3 anni come dipendente e poi ha aperto anche lei partita iva da un anno, e quest’anno compie 25 anni.

    coraggio!

  15. effettivamente concordo su tanti punti..condivisibilissimi..e sopratutto la frase: se ti fai prendere non è più finita. E’ li a volte che scatta la differenza tra i vari freelance e clienti

  16. Concordo con molte delle cose dette, un saluto particolare alle due “laure” che seguo da tempo sui loro rispettivi siti!

  17. io dopo 1anno di esperienza lavorativa intensa in azienda mi sono messo in proprio… … … il lavoro in azienda serve per capire certi meccanismi, inoltre lavorare in un team ti aiuta molto a crescere… … …

  18. Complimenti per l’interessantissimo articolo!

    Credo che il passo per diventare freelance o aprire la partita iva, sia l’ostacolo pi

  19. complimenti a tutti coloro che svolgono questo lavoro seriamente… certo che intervistare anche una persona che fà questo mestiere per hobby, o per arrotondare, non mi pare molto interessante! Anzi, direi il contrario… anche da queste piccole cose si dimostra quanto venga preso sul serio questo lavoro.

  20. Mi introduco anche io nel discorso, anche se con un po di ritardo, poiché anch’io vorrei fare lo stesso passo, anche se io sono più web developer che web designer.
    Da un anno circa sto cercando di crearmi una clientela facendo siti tramite passaparola e piano piano sto aumentando il numero dei clienti.
    Da neofita però ho un paio di domande:
    1. con che “fatturato” consigliate di fare il salto?
    2. ho sempre il dubbio di far pagare troppo poco (o troppo) i miei siti, qualcuno ha qualche consiglio a tal proposito?

    Fabio

  21. @Fabio Ciao Fabio io sono freelance da un anno circa, ti posso dire che le tasse sono molte e se non hai un buon flusso di cassa non ti consiglio di aprirla.

    Per stare tranquillo dovresti fatturare un minimo di 2.000/5.000 euro al mese

    Per individuare un prezzo ragiona a ore… un professionista si puo far pagare fino a 30/40 euro all’ora e poi calcoli quante ore ci metti… e moltiplichi…

  22. bella questa intervista. Ma quali sarebbero i software di project management e todo list di cui parla Davide del Monte?

  23. beh ..che dire . Ormai anche io ho fatto il grande salto come freelance con il mio studiocavadini.com dopo aver lavorato pe circa dieci anni come dipendente.
    Le difficolta sono essere come dicono gli inglesi jack of all trade, cioè fare un po di tutto , dal design alla programmazione, al seo per i motori e non per ultimo seguire quella che secondo me è la fase più delicata: la parte commerciale e di vendita al cliente !
    però devo dire che nonostante l’impegno il tutto è molto gratificamnte. Lo consiglierei? beh… i consigli sono una cosa pericolosa ! Lo stesso consiglio va bene per alcuni e male per altri.

    Simone

  24. Si ma dovresti fare delle interviste a dei web designer veri..questi sono imbratta monitor

  25. Anche io voglio fare il salto!
    Ho circa la stessa età di madda, ed ha epresso quasi tutti i miei dubbi, e quindi ringrazio tutti, sia madda per le domande, che gli intervistati per le risposte. Sto frequentando un corso di laurea affine, ma non ne sono per niente soddisfatto.
    Ci sono tante cose che mi frenano, dall’investimento iniziale alla legislazione, al fatto di non sapermi imporre sul mercato…
    Però la vocina che mi dice “salta! salta! salta!” è sempre più insistente

  26. I regimi agevolati potranno aiutare, ma secondo me la cosa più pesante da superare all’inizio sono quasi 2800 €. di Inps all’anno…

  27. @ AAwebgrafic:
    chiamalo regime agevolato…
    mi sono informata sai..
    per aprire una partita iva se hai un MASSIMO di 30mila euro all’anno paghi un 44% ti tasse su quello che fatturi.
    Ergo?
    Se vuoi guadagnare 1000 euro netti al mese (stipendio da fame per il caro vita di oggi) devi fatturare almeno 1400/1500.
    Bel regime agevolato…

  28. @ Laura:
    ah no? e com’è allora?
    mi stai dicendo che il mio commercialista mi racconta delle balle? :)
    Tra inps, ini, ica, ufo e tutta quella roba burocratica arrivi a 40% di tasse…
    si chiama regime dei minimi…

  29. @madda
    Non è proprio così, prova a guardare questa guida dell’agenzia delle entrate.

    Quello di cui mi lamento è che a parte tutto quello che si è detto dal lato “professionale”, per mettersi in proprio un ostacolo non da poco è il lato “fiscale”… Ma rispetto ad altri regimi, quello dei minimi è agevolato poiché non si paga l’irap, non c’è la gestione dell’iva (che si scarica come costo)… Non sono un esperto, ma mia mamma lavora da una commercialista :P
    L’unica cosa che mi pesa ora come ora è l’inps, poiché non si paga in percentuale, ma è fissa (non mi sembra il massimo dell’agevolazione).

    Ciao
    A.

  30. @ AAwebgrafic:
    Ehm… io non capisco nulla di quella roba…delego tutto al commercialista… :)
    fatto sta che col commercialista abbiamo fatto i calcoli… un 40% di tasse ci sono. Testuali parole:”se vuoi guadagnare 1000 devi fatturare 1400″.
    Morale??
    Io sono ancora con un contratto a progetto a 600 euro al mese -.-

  31. @madda
    Bè non mi sembra il caso di addentrarsi in calcoli, cmq quello che so te l’ho detto…
    Poi non è facile certo, figurati che io studio all’università e lo faccio nel tempo che rimane ;)

  32. Vincenzo

    Va bene.. tutti state a dire state a dire che avete esperienza nel settore, ma nessuno presenta i loro lavori,non e un lavoro facile oltre aver studiato diversi anni molto profondamente,e perso probabilmente molte notti fino a mattina per sviluppare,ci vogliono molte doti naturali oltre la passione, che nessuna università o corsi da 3000 o 4000 euro possono darti, per chi vuole intraprendere questo lavoro deve superare molti scogli la burocrazia e sopratutto la relazione con i clienti che nel mondo di oggi non e molto facile.
    Quindi consiglio a tutti prima di intraprendere questo tipo di attività, e di non lasciare il propio lavoro magari realizzare i propi lavori nel tempo che ci rimane…con molto sacrificio(Sabati e Domeniche comprese in casa o nel propio studio)

  33. Ottima intervista e ottimo articolo.
    Trovo curiose alcune risposte in quanto il campo del Web Design in generale penso sia davvero saturo, ad esempio le risposte alla domanda “cosa consiglieresti a una persona che vuole diventare WD ecc”: non lo consiglio!
    E ci credo!
    Come si gestisce una tale concorrenza? Una concorrenza spietata, praticamente sempre più preparata e con più competenze di te… Con i prezzi? Con il rapporto personale?
    Boh, io intanto procedo con la mia mini-industria e con il sogno di poterci vivere prima o poi, soprattutto perchè è la mia passione più grande.
    Grazie a tutti gli intervistati e anche all’intervistatore perchè da questo blog sto traendo davvero molto.

    Francesco (di Cifra Web Master) :P

  34. Salve,
    penso che questo lavoro dia tantissime soddisfazioni, dando la possibilità di crescere responsabilmente grazie all’incontaminata mole di lavoro presente sul web.

  35. Non si legge nulla su iphone 4 ! La parte destra è tajata dal loyout…cmq ottima idea, carina l intervista ciao

  36. prestito

    Ciao.

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